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No alla dittatura del Bagaglino

E venne il giorno in cui la sinistra tornò in piazza. Per contarsi. E capire dove andare: contro Berlusconi ma anche verso qualcosa. Due manifestazioni distinte, un nemico comune: il lodo Alfano, le politiche del governo. Una è promossa da Di Pietro e dallItalia dei Valori, postazione fissa in piazza Navona a Roma fin dal mattino e avanti tutto il giorno per raccogliere firme per promuovere il referendum abrogativo del lodo Alfano, limmunità per le quattro più alte cariche dello Stato. Siamo di fronte a un governo che sta tra i bagaglino e la truffa e che non fa niente per evitare limpoverimento del Paese. Tutti ci opponiamo alla politica delle truffe e quindi dobbiamo guardare la trave e non il dito, dice Di Pietro. Cè chi fa un opposizione dura come no e chi ne fa una gentile ma anche loro – sottolinea il leader dellIdv – vanno rispettati. Non siamo qui contro gli alleati ma per denunciare unanomalia del sistema Paese.

Con Di Pietro, contro il lodo Alfano, scendono in piazza oggi pezzi del Pd (i vertici non credono nel referendum) guidati da Arturo Parisi. Ma anche, e soprattutto, Rifondazione, entrambe le anime, da Ferrero a Vendola, Verdi, Sinistra democratica e Comunisti italiani.

Sinistra radicale in corteo. Partenza da piazza Esedra per il corteo della sinistra radicale, poi il lungo serpentone di bandiere rosse ha sfilato per il centro della capitale fino alla Bocca della Verità. Siamo trecentomila dicono gli organizzatori, un numero che le forse dellordine riducono a 100 mila. Sul palco, accompagnati dalle note di bandiera Rossa, il segretario di Rifondazione, Paolo Ferrero, quello del Pdci, Oliviero Diliberto, i leader dei Verdi e di Sinistra democratica, rispettivamente Grazia Francescato e Claudio Fava. Una bella fetta si è diretta verso piazza Navona in tempo per ascoltare Di Pietro. LUnione in piazza sotto lo slogan Firma e fermali. Manca solo il Pd di Veltroni. Anche lui vuole salvare lItalia. A prescindere dal lodo Alfano. E rinvia lappuntamento al 25 ottobre.

Diliberto: Il Pd non fa opposizione. Il Pd non fa opposizione. Quindi sulla manifestazione del 25 ottobre non saprei che dire. Così Diliberto replica ai cronisti che gli chiedono cosa farà la sinistra in occasione della manifestazione promossa dal Pd. E proprio al Pd si rivolgono alcuni degli slogan scanditi nel corso del corteo: Pd Pinocchio e Pd traditore. Alcuni ragazzi di Rifondazione urlano Con il Partito Democratico non vogliamo più avere a che fare perché sono diventati gli amici del governo.

La raccolta di firme. Ressa ai tavolini, persone in fila per firmare a Roma e nelle altre 655 città e paesi italiani dove è stata organizzata la raccolta delle firme. Lex pm è soddisfatto per il numero delle persone che hanno partecipato alliniziativa: Solo fino alle 16 abbiamo raccolto 30 mila firme. Oggi a piazza Navona siamo di più dellaltra volta. Un successo di numeri che non passa inosservato tanto che il ministro Guardasigilli ribatte subito da Messina: Il referendum è un esercizio di democrazia che noi stimiamo e apprezziamo. Ma difenderemo in piazza in Lodo Alfano perché pensiamo di avere fatto una legge giusta nellinteresse del Paese. Una raccolta che va avanti tutto il giorno, dalle 15 in poi, fino allarrivo di Di Pietro e di parlamentari dellIdv, cantanti e artisti tra cui Dario Fo e Franca Rame, Le Coccinelle, la compagnia teatrale Opera Prima, lorchestra di percussioni Akuna Matata, Andrea Rivera, Enrico Capuano, Tammurriata Rock e Simone Cristicchi. E poi associazioni di giuristi e costituzionalisti.

A conclusione della manifestazione di Piazza Navona, Di Pietro lancia nuovamente una sorta di appello contro il governo Berlusconi, definendolo come una dittatura dolce nei confronti della quale bisogna fare fronte comune.

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