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| Michele, Peppino e la Malafemmina |
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| Notizie - Satira Locale | |||
| Scritto da Delio Fantasia | |||
| Lunedì 26 Luglio 2010 12:52 | |||
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Delio Fantasia
Michele, Peppino e a Malafemmina
lo psicodramma in un atto e mezzo che
ha fatto drizzare le orecchie all'asino di corte
e mandato in trans il maranolese
.
Cerimoniere: "Sindaco, anelo voler disquisire e interagire con lei su questioni di rilevante nocumento."
Sindaco: "Cioè?" Cerimoniere: "V'aggia parlà". Il sindaco guardò il cerimoniere fisso negli occhi chiedendosi per l'ennesima volta perché a Berlusconi toccano escort e veline e a lui i viecchi rimbambiti. Sindaco: "Dimmi". Cerimoniere: "Pocanzi mi è stato riferito che un nostro amministratore comunale è stato colto in flagranza di reato mentre era intento a interagire sessualmente con uomini di incerta identità di genere e di sessualità". Sindaco: "Cioè ...? ". Cerimoniere: "Hanno beccato uno dei nostri che va a trans". Il sindaco andò su tutte le furie. Iniziò a urlare e a inveire contro il mondo intero. Sindaco: "E io lo sapevo che prima o poi doveva succedere...ma come? abbiamo un parco macchine di 20 automobili e 20 autisti e qualcuno va ancora in tram? mah...a un certo momento....io non capisco come può succedere queste cose...che poi la gente parlano pure ...". Cerimoniere: "Sindaco, evidentemente non mi sono spiegato bene ... hanno beccato uno dei nostri che andava coi trans, non con i tram...". Sindaco: "Beh? che sono a un certo momento ‘sti transe, che robbba è?". Cerimoniere: "Sarebbero uomini che non sono proprio uomini, che sembrano donne che non sono proprio donne, che, insomma, vestono da donne ma sono uomini dalla vita in giù e donne dalla vita in su, che frequentano uomini dalla discutibile e cristianamente censurabile condotta che poi, come spiegarglielo, hanno i tratti caratteristici di entrambi i sessi, che poi ....". Sindaco: "Non ho capito una mazza!!! Insomma, che cazzo so ‘sti transa, si può sapere a un certo momento, o no?". Il cerimoniere, per farsi capire, provò a usare una terminologia più dozzinale e, per questo motivo, irripetibile. Solo facendo allusioni a Vladimir Luxuria e Platinette il sindaco capì di cosa si trattava. Sindaco: "Vabbè ... ma qual è il problema?" Cerimoniere: "Il problema è che la chiesa e la nostra società cristiana cattolica apostolica romana non tollera questi comportamenti sordidi e lascivi". Sindaco: "Capisco ... E chi sarebbe questo nostro amministratore?". Cerimoniere: "Non si sa. L'unica cosa che si sa e che questa mattina, all'alba, in preda agli effluvi dei postumi delle sostanze stupefacenti, ha posto in essere una condotta non conforme ai canoni della civiltà e della morale". Sindaco: ".....?". Cerimoniere: "Non si sape chi è. Saccio sulamente ca stammatina presto ha cominciato a alluccà come a nu scemo in miezzo alla via". Sindaco: "E ora addò sta?" Cerimoniere: "Sembra che sia stato trasferito presso il locale nosocomio pubblico donatoci gentilmente dagli elvetici". Sindaco: ".....?" Cerimoniere: "Sta agliu Dono Svizzero". Sindaco: "Embè, e vai a vedè chi è, a un certo momento, o no?". Cerimoniere: "La nostra intelligence sta già provvedendo, ma l'ospedale è piantonato dalle Forze dell'Ordine e non fanno entrare nessuno". Sindaco: "Pocca miseria .... E mo come facimmo?" Cerimoniere: "Nel mio duplice ruolo di cerimoniere di Gran Croce e di suo mentore personale permettetemi di darVi un consiglio. Sic stantibus rebus non resterebbe altro hic et nunc di adottare il metodo ad escludendum". Sindaco: "A un certo momento?" Cerimoniere: "Andiamo per esclusione. Chiamiamo i consiglieri e gli assessori uno ad uno e chi non risponde al telefono è in ospedale. Semplice!" Sindaco: "Ma io non ho tempo. Stasera ciabbiamo la serata musicale. Ciabbiamo Gigione & Donatello! Che la gente, a un certo momento, vogliono divertirsi." Cerimoniere: "Permettetemi tosto di correggerla. Si tratterebbe della cover band tribute di Gigione & Donatello, e non proprio di Gigione e Donatello". Sindaco: "Cioè?" Cerimoniere: "Con la restrizione del contenimento delle spese non potevamo permetterci Gigione & Donatello. Quelli di stasera sarebbero degli emuli". Sindaco: "......?" Cerimonierie: "Gigione e Donatello stasera non saranno a Formia. Quelli che canteranno stasera sono imitatori". Il sindaco si ripropose di risolvere in un secondo momento quella storia degli imitatori di Gigione & Donatello. Ora bisognava intervenire su questo misterioso amministratore comunale che la notte, invece di studiare, se la faceva con donne di malaffare. Con uomini di malaffare. Con ibridi di malaffare. Insomma, con quelli che Michele Forte amorevolmente chiamava transe. Sindaco: "Dobbiamo fermare la notizia prima che a un certo momento diventa di dominio pubblico. Chiamami Franco Matricardi". Cerimoniere: "L'addetto stampa?". Sindaco: "E io lo sapevo. Lo ha detto stampa, vero? E che cosa ha detto la stampa?" Cerimoniere: "Non so." Sindaco: "Come non so? Mo hai detto che la stampa ha detto, cosa ha detto la stampa?" Cerimoniere: "Sindaco, io non ho detto ha detto la stampa, ma ho detto addetto stampa." Sindaco: "Insommaaaaaaa, si può sapere o no cosa ha detto a un certo momento ‘sta caazzo di stampa". Cerimoniere: "La stampa non ha detto ancora niente". Sindaco: "E allora perché hai detto che ha detto la stampaaaaaa!!!!!!". L'equivoco tra "ha detto la stampa" e "l'addetto stampa" si risolse dopo un'ora di accesa discussione. Per evitare il licenziamento il cerimoniere fu costretto a rivolgersi alla Loggia Massonica dei Cerimonieri di Gran Croce della Confraternita dei Gran Visir degli Emeriti Cavalieri Ancestrali al Servizio degli Alfieri della Tavola Rotonda di sua Maestà del Cerimoniere Capo di tutti i Cerimonieri. Solamente l'intervento del rappresentante sindacale dei cerimonieri riuscì a evitare il licenziamento del Cerimoniere del Comune di Formia. Subito dopo il sindaco di Formia decise di coinvolgere il proprio partito di appartenenza, e chiese l'intervento immediato del segretario comunale dell'UdC di Formia. Sindaco: "Chiamatemi Peppino". Cerimoniere: "Prego. Peppino? Quale Peppino?". Sindaco: "Giuseppe Di Nitto. Peppino Di Nitto". Cerimoniere: "E perché?". Sindaco: "Per due motivi. Primo, perché a un certo momento è il segretario dell'UdC di Formia. Secondo, perché sennò come facevamo a fare il racconto Michele, PEPPINO e la malafemmena? Michele, Benedetto e la malafemmena suonava male". Il cerimoniere si congedò con tanto di riverenza e senza mai dare le spalle uscì dalla stanza per telefonare a Peppino. Intanto peppe o' puorco, che aveva assistito in silenzio alla conversazione, decise di intervenire per affrontare la questione. Peppe o' puorco: "Ai nostri amici non piacerà questa storia. Michè, qua stiamo cominciando a diventà poco affidabbbbili. Avimm verè buon ‘sta storia. Io non pozzo tenere una azienda in un paese di ricchiuni. Che io la mia impresa la porto a Fondi. Là sono più seri di voi. Io non pozzo sputtanà la mia azienda di deposito di scorie nucleari. Vediamo di risolvere subito la questione ca sennò vado a investire da n'ata parte. Salutamm". Il sindaco era disperato. Solo in quel momento capì il dramma della situazione. Gli imprenditori potevano decidere di scappare dalla città. E questo rappresentava un problema molto serio. Quella storia poteva far saltare una serie di affari. Probabilmente anche "ciccio ‘o ragggggiuniere", che qualche tempo prima aveva manifestato la volontà di investire i risparmi derivanti da racket ed estorsioni proprio su Formia, poteva spostare altrove la sua azienda diversamente etica di prestiti finanziari. E anche "pascale ‘o macellar", noto chirurgo senza laurea, abortista clandestino abusivo, vicino agli ambienti vaticani, avrebbe dirottato altrove la sua clinica privata. Il sindaco si stava rendendo conto che stava perdendo tutti i possibili investitori economici e che l'economia locale sarebbe precipitata. Che figura ci avrebbe fatto nei confronti di Claudio Fazzone? Che figura ci avrebbe fatto nei confronti del Popolo delle Libertà? Proprio lui che aveva promesso benessere economico, investimenti finanziari e quanto altro, ora si vedeva scappare tutti quegli imprenditori. La situazione gli stava sfuggendo di mano. La sua immagine di sindaco era già stata compromessa qualche giorno prima, quando l'architetto Purini, incaricato di redigere il nuovo Piano Regolatore Generale, aveva affermato che Formia sarebbe diventata una città della cultura. Formia città della cultura? E che vuol dire? E l'asfalto? Il cemento?n Da quando fu resa nota la notizia che Purini voleva trasformare Formia in città della cultura, il sindaco era diventato lo zimbello di tutta l'amministrazione comunale, costringendo i propri dipendenti pubblici ad adeguarsi alla nuova linea politica dell'amministrazione comunale. Quando il sindaco entrava in Municipio i dipendenti simulavano un vago interesse alla cultura, lo stesso interesse alla cultura che avevano Alvaro Vitali e Bombolo nei loro film: "stamattina ho ascoltato la non(n)a di Beethoven." "ah sì? Io invece ho sentito la suocera di Mozart. Ti saluta". Oppure simulazioni di interesse culturale legato alla letteratura: "ieri sera ho letto IL LIBRO NERO DEL CAMIONISMO" "è stato interessante?" "sì, molto interessante, e pur non volendo mettere sullo stesso piano il fascismo e il camionismo, devo riconoscere che lo stesso camionismo ha fatto più vittime del fascismo". Insomma, questa storia della città culturale era diventata una barzelletta, e Michele Forte era in palese difficoltà rispetto al proprio elettorato. In quegli ultimi giorni il sindaco di Formia ricevette centinaia di telefonate di elettori del centrodestra, allarmati per questa deriva culturale. "Michè....ma che è ‘sta strunzata della città culturale? Nui avimma costruì. Teng ‘na bidoniera ferma da tre giorni ... c'avimma fa .... Facci sapè ...?". Il sindaco di Formia cercò di tranquillizzare tutti gli investitori economici e finanziari, per quanto diversamente etici, e tutti gli speculatori, gli abusivisti, i devastatori ambientali e tutti quei santi uomini che avevano dovuto sborsare fino a cinquanta euro, cacciati di tasca propria, per far rientrare con lo scudo fiscale qualche miliarduccio di capitale dall'estero da investire sul territorio. "Non vi preoccupate ... a un certo momento ... il piano sregolatocre cenerale vediamo che poi la cultura è impottante ma che poi se la gente vorrebbero costruì qua a un certo momento non possiamo che poi la gente debbono lavorare e qui ho pallato popio quetta mattina con coso lì che la Regione Lazio poi io ci ho andato a pallare e il ministro mi ha garattito che ... a un certo momento ... qui la questione è che non è né di destra e né di sinistra che io la mattina vengo e sto tutto il ciorno al comune e se poi qualcuno mi dicono che io ... eh? Ci siamo capiti?" Nella riunione tenuta qualche giorno prima con gli imprenditori diversamente etici, il sindaco di Formia aveva tranquillizzato tutta la categoria, garantendo che avrebbe affiancato all'architetto Purini il signor "peppe cucchiara", noto imprenditore cementista asfaltista, famoso per essere legato agli ambienti della Gran Loggia ParaMassonicaMisticoTrascendentale della Setta dei Cementisti Asfaltisti Impastatori Bidonieri della Setta dei Maestri Venerabili di Gran Croce dei Cavalieri della Tavola Rotatoria del Circolo delle Libertà degli Azzurri di Montesano sulla Marcellana, e che avrebbe recepito tutte le istanze della categoria di tutti gli investitori economici e finanziari, per quanto diversamente etici, e tutti gli speculatori, gli abusivisti, i devastatori ambientali e tutti quei santi uomini che avevano dovuto sborsare fino a cinquanta euro, cacciati di tasca propria, per far rientrare con lo scudo fiscale qualche miliarduccio di capitale dall'estero da investire sul territorio. Ma l'immagine del sindaco di Formia aveva subito, sempre qualche giorno prima, un'altra dura battuta d'arresto. Durante la processione di san MICHELE Arcangelo a Maranola, alla quale partecipò anche MICHELE Forte, ci fu un po' di confusione dovuta all'equivoco di chi realmente tra i due fosse il santo. Per evitare fraintendimenti ed equivoci, dovuti alle medesime capacità taumaturgiche e alla palese e imbarazzante venerazione nei confronti del sindaco al posto del santo, i vigili urbani del Comune di Formia furono costretti a predisporre l'apposita segnaletica indicante: IL SANTO E' QUELLO SENZA LA FASCIA TRICOLORE. Verso mezzogiorno, intanto, giunse Giuseppe Di Nitto, segretario comunale dell'UdC, detto Peppino per le ovvie necessità di narrazione del presente racconto. Il sindaco gli raccontò dell'episodio dell'amministratore comunale colto in flagranza di reato con un trans e cercò di spiegare a Giuseppe Di Nitto cosa fosse un trans. Giuseppe Di Nitto lo guardò con aria strana: Peppino: "Michè ... ma veramente fai? Vuoi che non sappia cosa sia un trans? Ma mi hai preso per cretino? Solamente un cretino non sa cosa sia un trans ... Figurati che l'altro giorno un idiota per strada ha confuso un trans con un tram ... ahahahahahahah". Michele: "Vabbè ... a un certo momento non ci sta niente da ridere....Sono cose che a un certo momento possono succedere...uno si può anche sbagliare, o no?" Peppino: "Sì, è vero, si può anche sbagliare...ma uno che fa questi sbagli, secondo me, non potrebbe mai fare politica ....ahahahahahahahahahah". Michele: "Dici?" Peppino: "Sì, Dico proprio di sì". Michele: pronto? cerimoniere? sai, quella storia di stamattina che non sapevo cosa sarebbe un trans, a un certo momento non dirla a nessuno, ok?. Di Nitto disse subito che con la intelligence presente nel Comune di Formia non si era in grado di risolvere la questione. Serviva urgentemente un consulente, uno che sapesse come affrontare la situazione. Di Nitto disse subito che bisognava rivolgersi a un consulente concreto, uno che avesse viaggiato, un uomo di mondo, uno di quelli che aveva svolto il servizio di leva triennale a Cuneo, un consulente a 360 gradi. Di Nitto indicò subito il nome del consulente che meglio di tutti poteva aggiornarli sulla situazione, e pensò subito a un suo confinante terriero, un certo Mezzacapa. Sindaco: "... piuttosto, ci vorrebbe qualcuno che ci mettesse aggiorno". Mezzacapa: "Qualcuno? E allora io che ci sto a fare? Tutti quanti mi chiamano il milanese". Peppino: "Mezzacapa, ma parliamoci chiaro: voi ci siete stato veramente a Milano?". Mezzacapa: "E come ... non ci sono stato? Ho fatto il militare nel '31....E poi state attenti ... perché a Milano, quando c'è la nebbia, non si vede..." Sindaco: "Perbacco! E chi la vede?" Mezzacapa: "Cosa?" Sindaco: "Questa nebbia, dico ..." Mezzacapa: "Nessuno". Sindaco: "Ma dico se i milanesi a Milano quando c'è la nebbia non vedono, come si fa a vedere che c'è la nebbia a Milano?". Mezzacapa: "Ma per carità ... quella non è una cosa che si può toccare...quella è una cosa che penetra...." Peppino: "a parte questa nebbia che io non la tocco ... per carità ... ma adesso se noi dobbiamo incontrare a questa trans, dove la troviamo, come facciamo?" Sindaco: "Eh già ... non ci avevo pensato...". Mezzacapa: "Ma è facile...la trans, quella, c'ha il nome sul manifesto". Sindaco: "Hai capito ... a Milano, quando c'è la nebbia, mettono i nomi sui manifesti...chi mi vuol trovare, io sto qua...". Vista la padronanza con la materia, a Mezzacapa fu subito offerta una consulenza per risolvere la questione. Non era facile trovare sul mercato consulenti così preparati e istruiti, e il sindaco e il segretario dell'UdC non volevano farsi lasciare sfuggire l'occasione. Il sindaco espresse tutti i suoi dubbi al segretario comunale dell'UdC di Formia. Lo informò sulla fuga degli imprenditori e degli investitori, sulla storia della processione con il santo e su quella brutta storia della città culturale che aveva gettato l'amministrazione comunale di Formia nel discredito più totale. Peppino: "E questo non è niente". Sindaco: "Cioè?" Peppino: "Hai dimenticato i rapporti con la chiesa? Questa storia del consigliere comunale che va con i trans ci metterà in cattiva luce con la chiesa locale". Sindaco: "Ah sì? E perché?" Di Nitto: "Dai ... Michè ... anche un deficiente sa che il problema è che la chiesa e la nostra società cristiana cattolica apostolica romana non tollera questi comportamenti sordidi e lascivi". Michele: pronto? cerimoniere? senti, a un certo momento anche quella storia che stamattina non sapevo che sarebbe che la chiesa a un certo momento è sordi e quell'altra cosa lì .... ricordi? a un certo momento non dirla a nessuno. Ok?). Nel contempo arrivò anche l'addetto stampa con una strana valigetta ventiquattrore. Aprì la valigetta ed estrasse una serie di fogli. Addetto stampa: "Questo è il kit di comunicati stampa inviatoci da Fabrizio Cicchitto. Qui c'è la risposta giornalistica a ogni tipo di problema che potrebbe verificarsi in ambito territoriale. Sicuramente ci sarà quello che cerchiamo". Sindaco: "Non ho capito niente. Cioè Fabrizio Cicchitto ha scritto il comunicato stampa su Formia?" Peppino: "Francamente non ho capito neanche io". Addetto stampa: " Allora ... vi faccio qualche esempio ... prendiamone uno...questo ad esempio...se beccano un amministratore comunale all'interno di un sexy shop intento ad acquistare un vibratore extralarge trifase al plutonio, mettendo in imbarazzo l'intero Popolo delle Libertà, noi usiamo questo comunicato stampa...". Peppino: "Geniale. Quindi a ogni cosa che succede c'è la risposta già scritta?" Addetto stampa: "Certo qui c'è la risposta a tutti i nostri problemi". Sindaco: "E poi?" Addetto Stampa: "E poi...per esempio...se beccano qualcuno dei nostri, in teneri atteggiamenti mentre copula con un capo di bestiame di specie ovina, noi inviamo quest'altro comunicato...". Peppino: "Ammazza...ma dentro questa valigetta c'è proprio tutto!!! Cicchitto sembra un cretino con la faccia da cretino, e invece...." Addetto stampa: ecco qua, c'è anche qualcosa che potrebbe servirci in futuro...questo è un comunicato stampa da inviare nel caso che beccano qualcuno con la licenza elementare serale e con lo strano idioma maranolese, ricoprire un posto da dirigente alla Regione Lazio...per ora non ci serve, almeno per ora, ma hai visto mai ... " Sindaco: "Bene, amici miei, ma a un certo momento, abbiamo qualcosa che ci può servire ora? C'è un comunicato stampa per l'occasione o no?" Addetto stampa: "Certo, eccolo qua...allora...COMUNICATO DA INVIARE SE TI SORPRENDONO IN UN DROGA PARTY CON ANNESSO SESSO CON TRANS...eccolo qua...vediamo se c'è tutto...allora...LA GOGNA MEDIATICA...I COMUNISTI ZECCONI CHE STRUMENTALIZZANO...E' STATO TUTTO UN EQUIVOCO....ERA PRESENTE SOLAMENTE PER CONDURRE UNA INCHIESTA...ROSY BINDI E' UN CESSO...L'AMORE VINCE SEMPRE SULL'ODIO...UNA CERTA MAGISTRATURA POLITICIZZATA...ok...c'è tutto...per quanto mi riguarda questo comunicato stampa è ottimo...possiamo chiamare la stampa e diramare il comunicato...". Sindaco: "Bene. Allora facciamo in fretta che qui a un certo momento la questione può che poi non si sa come va a finire perché la gente parlano che se sarebbe che qui a un certo momento. Ok?" Peppino: "Sì, facciamo subito che qua bisogna anticipare i tempi". Sindaco: "Che poi, Peppì, non capisco una cosa. Ma questo consigliere, invece di andare con i transe, non può rubare come fanno tutti gli altri, a un certo momento?" Peppino: "Hai ragione Michè ... ma qui la questione è che poi ... ho detto tutto!" Sindaco: "Peppì ... con questo ho detto tutto mi indisponi ... dici dici dici e non dici mai niente!" L'apprendista paggetto di corte tornò in Municipio alle 15 di quello stesso giorno caldo e afoso di luglio. Il sindaco di Formia, il segretario comunale dell'UdC e l'addetto stampa erano ancora nel palazzo comunale. L'apprendista paggetto di corte era affannato e accaldato. Aveva corso parecchio per raggiungere in fretta il Municipio. Aveva un'altra notiziona da dare al sindaco e bisognava far presto. Per questo motivo l'apprendista paggetto di corte entrò nell'ufficio del vice-cerimoniere senza neanche bussare. Gli sussurrò qualcosa all'orecchio. Il vice cerimoniere cambiò repentinamente il colorito del volto e, questa volta, apparve molto felice. La notizia era importante e non c'era tempo da perdere. Il vice cerimoniere corse subito dal "cerimoniere in prima della Loggia della Confraternita dei Cerimonieri dei cavalieri ancestrali di Anco Marzio" per comunicargli la notizia. Il vice cerimoniere fornì la notizia così come gli era giunta dall'apprendista paggetto di corte e il cerimoniere la apprese con estremo sollievo. Quando le notizie erano particolarmente positive, il cerimoniale di rito prevedeva che il cerimoniere assumesse una faccia gaia e gioviale, cosa che, al nostro cerimoniere della Confraternita dei Cerimonieri, riusciva molto bene. Senza batter ciglio il cerimoniere indossò il suo mantello color rosso cardinale, si infilò il cappello alla Napoleone, si aggiustò la calzamaglia inguinale color topazio, impugnò la ferula papale e bussò alla stanza del sindaco. Cerimoniere: "Sindaco, anelo voler disquisire e interagire con lei su questioni di rilevante nocumento." Sindaco: "Cioè?" Cerimoniere: "V'aggia parlà". Il sindaco guardò il cerimoniere fisso negli occhi chiedendosi per l'ennesima volta perché a Berlusconi toccano gnocche e puttanoni e a lui i viecchi rimbambiti. Sindaco: "Dimmi". Cerimoniere: "Pocanzi mi è stato riferito lo sviluppo della questione del nostro amministratore che ha partecipato al droga party con sesso con trans, ma questa volta ci sono ottime notizie". Sindaco: "Beh, sentiamole queste buone notizie". Cerimoniere: "E' quasi tutto vero quello che stamattina ci hanno raccontato. E' vero che c'era la droga, è vero che c'è stato sesso, è vero che il sesso era a pagamento, è vero che c'erano tutti gli estremi per il reato di istigazione e favoreggiamento della prostituzione, è anche vero che la maggior parte del sesso è stato consumato con minorenni, ma....". Sindaco: "Maaaaa .... ?" Peppino: "iiiuuuuuu... Vittoriaaaaaaa....Siamo salviiiiiii". Addetto stampa: "E vaiiiiiiiii....Intoculo a tutta la sinistraaaaaaa...l'onore è saaaaaaalvo....". Un tripudio di gioia pervase l'ufficio del sindaco di Formia. In quel momento erano tutti allegri, euforici per lo scampato pericolo. Anche il sindaco, senza sapere perché, era contento. Se tutti erano contenti, voleva dire che il problema era risolto, e lui era molto contento. Solo successivamente avrebbe chiesto i motivi di tale euforia, ma in quel momento, in quel certo momento, c'era solo da festeggiare. Il pericolo era scampato. Ma c'era ancora da risolvere quella storia degli imitatori di Gigione & Donatello. Finite le esigenze di narrazione, il sindaco di Formia poté finalmente chiamare il suo fido assistente tuttofare e sbarazzarsi di Giuseppe Di Nitto. Sindaco: "Benedettooooooo ... vieni subito quaaaaaa!" Commenti (1)
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Simpaticissima la tua news Delio. Complimentoni!
Nel momento in cui ho finito di leggerti ho avuto in mente un’apparizione. Uno stuolo di dotti medici e sapienti convocati d’urgenza dal gran giurì. Intanto per capirne qualcosa della tua news ehehe, poi per trovare, visto che non sanno stare allo scherzo, qualcosa su cui appigliarsi. Già me li immagino tutti presi a leggerti attentamente mentre qualcuno a denti stretti mugugna che stavolta te la farà pagare ahahaah! Il ghedini di turno andrà a cavillare anche su una sola delle tue virgole che messa in maniera inopportuna avrà offeso il principe e si appellerà alla lesa maestà.
Aspettati qualche querela da quelli che “querellano”.
Quelli che pensando alla sicurezza del territorio fanno mettere le telecamere per disincentivare la criminalità (Il “negro” clandestino che fa pipì nell’angoletto e l’altro “negro” che pur di non rubare ci vende gli accendini a 50 centesimi l’uno senza rilasciare regolare ricevuta fiscale).
Quelli che “non” pensano agli esercenti di attività di vendita d’abbigliamento che pagano le commesse in nero e con stipendi da fame, evadendo alla grande e chissà perché aprono e chiudono esercizi commerciali alla velocità della luce.
Quelli che pendendo dalle labbra dell’architetto purini nell’illustrazione del suo PRG che assomiglia all’acronimo di una purga, lo assecondano quando afferma:
“ Uscire da una logica di turismo familiare per approdare a mete più ambiziose e competitive in modo da arricchire l'offerta e recuperare il mercato del turismo culturale” (un bel parcheggio alla Tomba di Cicerone per esempio? Ma il turismo familiare te facesse schifo? Già ..la plebe va in giro alla Fantozzi con il canotto legato sul tetto della macchina mentre Formia merita di meglio).
Prepara le mutande di latta Delio che certi tipettini sono bravi a chiedere voti ma quando si tratta di mettere mano al bene comune, hanno il braccino corto perché loro sono si, nati sul territorio, ma come si direbbe in Greco antico, sono degli IDIOTI! (mò il ghedini provinciale querelerà anche me ahahaa).
Per loro, come direbbe un filosofo di Maranola di cui ho avuto la conoscenza attraverso Don Virgilio (un prete più comuni staccio di noi tutti messi assieme), è meglio andare in giro con il culo rotto piuttosto che con il pantalone stracciato perché il culo rotto non si vede mentre il pantalone stracciato si(perdonatemi il francesismo, vi prego).
Ti saluto con grande stima Delio.
P.S. hai nominato cicchitto cicchetto e mi sono venute le bolle. Sarà perché appena leggo il suo nome oppure lo sento parlare mi viene l’orticaria?